Descrizione
Civico Cimitero
Il territorio abatese è frequentato già agli albori del secondo millennio nelle prime pendici pedecollinari dei monti Lattari soprastanti. Avventizi i primi abitatori della valle che dimorano saltuariamente in capanne o case di pietra nei periodi lavorativi, in dimore più stabili a partire dal secolo XII, consentendo l’avvio di un insediamento sempre più consistente.
Il più antico documento certo che attesti l’esistenza di una contrada nella pianura abatese è del 1328, con riporto di una terra arbustata sita in località Aspicarata in contrata Sancti Antonii e di una chiesetta o cappella rurale dedicata al Santo della Tebaide.
Carenti invece sono le notizie circa l’esistenza di un’area sacra o cimitero, ospitante le salme dei primi pionieri abitatori della valle ai primordi della contrada. In assenza quindi di documentazione certa e soprattutto del sostegno anche di scarni e lacunosi indizi, opiniamo che il primitivo luogo sacro, dove venivano inumati i defunti della piana, fosse ubicato presso la cappella di Sant’Antuono.
In effetti a sostegno del nostro assunto interviene il più antico e primo documento certo, che riporti la presenza di un rustico coemeterium. Si tratta di un atto definito nella santa visita alla chiesetta di Sant’Antonio Abate del 27 dicembre 1651 dell’ordinario diocesano di Lettere mons. Onofrio de Ponte. Nell’atto infatti si delinea l’esistenza del coemeterium proprio di contro alla chiesetta Sancti Antonii de Vienne sita in Paludibus Civitatis Literarum. Il Presule ordina ai convicini, che intendono utilizzare il Cimitero per l’inumazione dei cadaveri, di murarlo intorno con fabbrica, di rifare la porta d’ingresso e di apporre sopra di essa la Croce. Unicamente nella citata santa visita per la prima volta si menziona il cimitero antistante la chiesetta, dove venivano inumate le salme degli abitanti di Palude.
Questo Cimitero resiste fino all’anno 1829, allorché viene benedetta la novella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate, accosto alla quale viene realizzato un nuovo Cimitero al di sopra dell’abside esterna. Intanto con la costruzione in sopraelevazione della chiesa della Congrega a cura della confraternita dell’Immacolata, dal 1840 gli iscritti vengono inumati nelle fosse o giardinetti ricavati all’interno dell’antica chiesetta di Sant’Antonio Abate, trasformata in ipogeo o Terra Santa, usanza concretata per oltre un trentennio, interrotta dal Prefetto di Napoli per motivi igienici.
Anche il Cimitero esistente presso la chiesa matrice viene dismesso con la costruzione nel 1872 del Cimitero di Lettere, dove affluiscono anche i defunti del villaggio Sant’Antonio Abate, adagiati in una bara detta” gondolino” posta su una portantina trasportata a spalla da quattro becchini attraverso la mulattiera malagevole e a gradoni, che dalla piazza del paese mena al camposanto e indi alla città di Lettere.
Divenuto Comune autonomo con distacco da Lettere con legge del 25 giugno 1925, n, 1136, Sant’Antonio Abate realizza nel 1934 un novello Cimitero, benedetto il primo novembre dell’indicato anno, dove i defunti abatesi riposano il sonno eterno.
Cappella Anime del Purgatorio nel civico Cimitero.
La cappella, a pianta circolare con un’ardita cupola di stile classico sobrio e lineare, realizzata e aperta al culto nel 1936, segue di poco la costruzione del civico Cimitero risalente al 1934. Sulla parete di fondo dietro l’altare di stucco, oggi di marmo, campeggiava una tela, involata da ignoti, raffigurante le anime purganti, opera dell’artista Spagnuolo di Castellammare di Stabia. Attualmente il cappellano del Cimitero è don Luigi Elefante, curato della chiesa parrocchiale di Gesù Redentore in località Pontone.
Modalità d'accesso
Il Civico Cimitero non presenta presenta barriere architettoniche
Indirizzo
Ingresso
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Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2026, 09:38