Descrizione
A partire dal secolo XV nel nostro territorio vengono erette numerose masserie ovvero aziende agricole, grandi complessi abitativi con estesi possedimenti intorno, che contribuiscono alla nascita della contrada Sant’Antuono.
Sulla strada provinciale che da Nocera per Angri porta a Castellammare di Stabia, oltre il punto di innesto con la mulattiera per Lettere, avanti la chiesetta di Sant’Antonio Abate viene costruita la masseria Grande, corpo feudale del duca della regina Capece Galeota, con annessa la Taverna di Palude, in prosieguo trasferita alla nobile famiglia De Vera d’Aragona originaria di Spagna, quindi ai Capomazza e infine a seguito di lottizzazione perviene a coltivatori già fittavoli.
Inoltre in località Buonconsiglio sorge la masseria Piccola a pianta quadrata con area scoperta al centro, provvista di una cappella gentilizia, pure di stampo feudale, appartenuta parimenti al duca della regina Capece Galeota, poi alla nobile famiglia De Vera D’Aragona, che nell’ottocento realizza sulle prime propaggini, che salgono alla località Monte o Monaci, un ulteriore complesso residenziale definito casa De Vera D’Aragona, appartenuta poi ai Capomazza; beni nel novecento alienati e trasferiti a seguito di lottizzazione a privati contadini già affittuari.
In località Pizzauto sorge la masseria di casa d’Aponte con utilizzo di pietre ricavate dalla disfatta piramide esistente sulla strada provinciale, appartenuta ai nobili signori Fattorosi di Lettere, ad oggi di proprietà della famiglia Granata.
In via Teilliti viene eretta la masseria del cav. Salerno, nobile letterese, appartenuta nell’ottocento ai marchesi Verusio, alienata negli anni venti del secolo scorso, abbattuta e ricostruita a seguito dell’evento sismico del 23 novembre 1980, presentava nella scala d’accesso volte a crociera ed elementi decorativi tipici dell’arte gotica.
Al termine di via Teilliti viene costruita la masseria dei signori Frezza/ Ventimiglia, poi appartenuta ai Fattorosi di Lettere, nel luogo appellato Paradiso o Paradisiello. Parimenti alla famiglia Frezza/Ventimiglia appartiene la masseria del Cottimo, poi dei Fattorosi e da ultimo abitata dalla famiglia Chierchia.
In zona pianeggiante al di sopra del Pontone si innalza la masseria di casa Rocca ascrivibile alla prima metà del secolo XVII.
Sulla strada provinciale viene impiantata la masseria in località casa Massenzio, con complesso abitativo che conserva tuttora un artistico portale d’ingresso di legno con rosta e nella scala di accesso al piano superiore e al tetto influssi e tratti di arte gotica con volte a crociera.
Agli albori dell’ottocento vengono realizzate le masserie di Nicola d’Ajello (anno 1808) in località Sgarrupa e di Leonardo Santoro (poi De Luca), al termine di via casa Aniello.
Attorno alle masserie già dal XV secolo nascono ad opera di contadini bracciali insediamenti e nuclei abitativi isolati e case rurali che originano e consolidano la borgata Sant’Antuono.
Modalità d'accesso
Le Masserie non presentano barriere architettoniche
Indirizzo
Ingresso
Punti di contatto
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Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026, 15:27